Case green, il rischio per l’Italia e cosa potrebbe accadere adesso

Case green, il rischio per l’Italia e cosa potrebbe accadere adesso

“L’effetto della direttiva europea sulle case green è quello di una riduzione del valore di tutti gli immobili, che in Italia vuol dire riduzione del risparmio delle famiglie”. Questo è il commento del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, rilasciato a idealista/news dopo il via libera della Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento europeo alla disposizione Ue per l’efficienza energetica degli immobili. In attesa della sessione plenaria prevista per il mese di marzo 2023 e del trilogo, cerchiamo di capire cosa potrebbe accadere.

Case green, il voto Ue

“Il problema della direttiva europea sulle case green – ha spiegato il presidente di Confedilizia – è quello di prevedere un obbligo generalizzato di intervento. Il problema non sta nel dare una linea di indirizzo per il futuro dell’efficientamento energetico, ma sta nel metodo”. Ribadendo: “Noi contestiamo non certo le finalità del risparmio energetico, anche se quella del 2050 mi sembra utopia, ma contestiamo il metodo”.

Giovedì 9 febbraio, la Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento europeo ha dato il primo via libera alla direttiva Energy Performance of Buildings Directive (Epbd) inserita all’interno del pacchetto “Fit For 55”, che suggerisce per gli edifici residenziali il raggiungimento della classe E entro il 2030 e della classe D entro il 2033. Il prossimo passo sarà l’esame della plenaria a marzo e poi prenderà il via il negoziato tra Commissione, Consiglio e Parlamento per arrivare alla versione finale da approvare.

Commentando il primo voto sulla direttiva europea sulle case green, a idealista/news Spaziani Testa ha detto: “Sull’esito del voto non ci sono sorprese, ma il commento alla direttiva e a questo testo che è stato votato è da parte nostra negativo, perché non si tratta di un testo migliorativo o di compromesso rispetto ai precedenti. È certamente diverso rispetto ad altri, anche in peggio in alcune parti, ma è comunque un testo che noi non condividiamo nella sua essenza di fondo, che è quella di prevedere un obbligo generalizzato di intervento. Il problema per noi è sempre quello dell’obbligo, che a nostro avviso avrebbe dovuto e potrebbe ancora essere sostituito da una direttiva che, se ritiene di dover dare una linea di indirizzo per il futuro dell’efficientamento energetico, può invitare o anche disporre che gli Stati raggiungano certi obiettivi entro certe date, ma non imponendo il modo con cui farlo e prevedendo che quel modo sia l’obbligo con cui fare gli interventi. Si potrebbe invece dire agli Stati: ‘Raggiungete questi obiettivi e vedete voi come farlo’”.

Case green Ue, i rischi

Ma quali sono i rischi temuti per il patrimonio immobiliare italiano con il recepimento di questa direttiva? In merito, il presidente di Confedilizia non ha dubbi: “L’effetto di una norma così netta, secca, brusca e di obbligo è immediatamente quello di riduzione del valore di tutti gli immobili, che in Italia vuol dire riduzione del risparmio delle famiglie. Questo perché in Italia, molto più che in altri Paesi, gli immobili sono di proprietà di piccoli risparmiatori, sia che abitino in una casa di proprietà sia che siano proprietari di altri immobili di investimento. Secondo i dati diffusi dalla Commissione europea circa il numero di immobili che sarebbero interessati dalla normativa, con riferimento all’Italia si parla di un massimo di 3,7 milioni di edifici, che vuol dire almeno 10 milioni di famiglie. Ma, ripeto, l’effetto immediato è quello sul valore degli immobili. Le agevolazioni sono tutte da vedere. C’è chi dice ‘servono fondi europei’, ma se i numeri sono questi dovrebbero essere dei fondi impensabili da ipotizzare”.

Spaziani Testa ha poi evidenziato un ulteriore rischio: “Se arriva questa direttiva che obbliga, oltre alla svalutazione degli immobili, oltre ai costi da sostenere, oltre all’impossibilità in alcuni casi di fare gli interventi, oltre alla possibilità di farli ma rovinando gli immobili, oltre a tutto questo, c’è a mio avviso la certezza di far perdere l’obiettivo del miglioramento sismico degli immobili italiani. I terremoti in Italia non sono un’ipotesi, sono una realtà. Quindi bisognerebbe concentrarci su questo. Se arriva un obbligo di fare gli interventi di efficientamento energetico, lo Stato italiano presumo che dovrà finanziare quegli interventi. Il sismabonus diventerà quindi una cosa minima o inesistente, un danno ulteriore che a nostro avviso si aggiunge agli altri”.

Case green, l’intervento dell’Italia

Il presidente di Confedilizia ha poi concluso affermando: “È evidente che qualcosa si farà. Ma ci sarà una fase finale in cui il governo potrà intervenire direttamente e la speranza è che si faccia valere. Io penso che qualcosa farà, bisogna però vedere fino a che punto arriverà. Confido che faccia cose molto nette, in linea con le dichiarazioni che gli esponenti della maggioranza fanno da un mese”.

 

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FONTE: IDEALISTA.IT

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