Contratto di affitto: meglio la cedolare secca o il regime ordinario?

Contratto di affitto: meglio la cedolare secca o il regime ordinario?

In fase di stipula di un contratto di locazione, è data la possibilità al locatore di scegliere una tassazione a regime ordinario o con cedolare secca. In questo articolo scopriamo qual è la soluzione più conveniente tra le due.

Quando si redige un contratto di affitto, è richiesto ai contraenti di scegliere il regime di tassazione: le aliquote variabili del regime ordinario o la cedolare secca a sostituzione dell’IRPEF. In base alle caratteristiche dei due regimi, si delineano importanti differenze e vantaggi. È per questo che, in alcuni casi, un’alternativa si rivela essere più conveniente dell’altra. Passiamo in rassegna le caratteristiche principali del regime ordinario e della cedolare secca e scopriamo quali sono i vantaggi e gli svantaggi legati a questi due regimi fiscali.

Contratto di affitto casa: cedolare secca o regime ordinario?

La redazione di un contratto di affitto comporta una serie di scelte importanti riguardo i vincoli contrattuali della locazione. In particolare, quella relativa al regime di tassazione è la scelta su cui aleggiano più dubbi per locatori e conduttori. Affitto con cedolare secca o regime ordinario? I dati riportano che 9 proprietari di immobili su 10 prediligono un regime con cedolare secca per via dei vantaggi e dei benefici fiscali che questa opzione è in grado di offrire.

La cedolare secca è un regime di tassazione pensato per agevolare le spese di registrazione dei modelli di contratto di affitto opportunamente compilati e per semplificare i calcoli che da questi derivano. La tassazione ordinaria, invece, prevede che il reddito proveniente dalla locazione venga dichiarato nel totale dei redditi percepiti a diverso titolo nell’anno fiscale di riferimento, costituendo parte della somma imponibile IRPEF su cui viene calcolata l’imposta da pagare.

A chi conviene la cedolare secca? A chi è alla ricerca di un regime fiscale a tassazione fissa e non variabile. L’affitto con cedolare secca, inoltre, permette di risparmiare anche sulle spese di registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.

Cedolare secca e regime ordinario: caratteristiche a confronto

Passare in rassegna i vantaggi e gli svantaggi legati alla cedolare secca e al regime ordinario presuppone la messa a punto di un quadro comparato che tenga conto delle caratteristiche principali di entrambe le soluzioni. Di seguito, una tabella riassuntiva:

Regime ordinario

  • Il reddito che deriva dalla locazione dell’immobile deve essere dichiarato e sommato agli eventuali altri redditi a diverso titolo.
  • Il regime di tassazione fa riferimento alle aliquote IRPEF che si calcolano in base alla fascia di reddito. Le aliquote possono arrivare fino al 43% dell’importo del canone annuo.
  • Prevede il versamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo.

Cedolare secca

  • Il reddito derivato dall’affitto deve essere dichiarato, ma senza alcun effetto sull’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF).
  • La tassazione con cedolare secca prevede aliquote in misura forfettaria, pari al 21% o al 10% sul canone locatizio annuo.
  • È prevista l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro e di bollo.

L’aliquota della cedolare secca è generalmente pari al 21% del canone di locazione annuo. La riduzione dell’aliquota al 10%, invece, è prevista per i contratti di locazione a canone concordato relativi agli immobili ad uso abitativo situati nei Comuni con carenze di disponibilità abitative oppure nei Comuni ad alta tensione abitativa, individuati dal Cipe. È evidente che l’affitto con cedolare secca abbia caratteristiche economiche e organizzative che lo rendono l’opzione più vantaggiosa.

Registrazione contratto di affitto con cedolare secca o regime ordinario: come funziona

Una volta redatto il contratto di locazione, è possibile procedere con la registrazione dell’atto presso gli uffici competenti dell’Agenzia delle Entrate. È necessario presentare tutti i documenti richiesti, contenenti i dati relativi ai contraenti e all’immobile. La procedura di registrazione prevede il versamento di due imposte: l’imposta di registro e l’imposta di bollo.

In particolare, l’imposta di registro per i contratti di locazione ordinari equivale al 2% del canone annuo con un minimo di imposta pari a 67,00 euro. Anche l’imposta di bollo è variabile e dipende dal numero di pagine e di copie del contratto di affitto: si calcolano 16 euro ogni 4 facciate scritte.

Tutte le spese di registrazione dei contratti di locazione appena descritte non sono, invece, contemplate nel caso in cui si dovesse optare per un affitto con cedolare secca. In questo caso, infatti, il pagamento della cedolare secca va a sostituire l’IRPEF e le relative addizionali, ma anche le imposte di registro e di bollo.

Su quali immobili si può applicare la cedolare secca?

L’affitto con cedolare secca è possibile solo per alcune tipologie di immobili. Questi ultimi, infatti, devono appartenere alle categorie catastali che vanno dall’A/1 all’A/11, ad eccezione dell’A/10, ad uso esclusivamente abitativo. Sono incluse anche le pertinenze, a patto che siano locate congiuntamente all’abitazione.

Esiste l’opzione della cedolare secca anche per i contratti di locazione commerciale stipulati durante il corso dell’anno 2019. Questi immobili devono far parte della categoria catastale C/1 con una superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze. L’aliquota applicabile in questo caso è pari al 21% del canone.

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Qui di seguito alcune informazioni aggiuntive che potrebbero esserti utili per scegliere tra cedolare secca e regime ordinario.

Cosa conviene, cedolare secca o tassazione ordinaria?

La cedolare secca è la soluzione economicamente più vantaggiosa perché sostituisce l’IRPEF, le relative addizionali e le spese di registrazione del contratto di affitto.

Qual è la differenza tra canone ordinario e cedolare secca?

Il canone ordinario è un tipo di tassazione che fa riferimento alle aliquote dell’IRPEF, mentre il regime con cedolare secca prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle spese di registrazione del contratto di locazione.

Perché conviene la cedolare secca?

La cedolare secca si delinea come un’opzione vantaggiosa perché, tramite il versamento di un’imposta, sostituisce l’IRPEF con una tassazione ad aliquote fisse e permette di risparmiare sulle spese di registrazione del contratto.

Quando conviene la cedolare secca?

Quando si è chiamati a scegliere tra cedolare secca e regime ordinario, optare per la prima soluzione conviene a tutti i proprietari che hanno altri redditi da dichiarare e che, per questo, sono sottoposti a tassazione IRPEF.

 

da redazione IDEALISTA.IT

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